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Cosa Visitare a Montecorvino Pugliano

Convento Santa Maria e chiesa di S. Antonio
La bolla di fondazione del convento di Santa Maria della Misericordia fu spedita da papa Sisto V il 2 gennaio del 1589. L’edificio venne costruito in località San Marco, tra i casali di Santa Tecla e Pugliano. Nel 1867 divenne patrimonio municipale, mentre la chiesa rimase aperta. Il municipio occupa una parte dei locali, mentre l’altra fu destinata alla caserma dei carabinieri. Sul portico del chiostro, al cui centro vi è un piccolo pozzo in travertino, delle pitture murali rappresentano quattordici episodi della vita di San Francesco. Immagini di Santi adornano i pilastri quadrangolari che sostengono gli archi del portico, assieme a immagini di vescovi e papi facenti parte dell’Ordine. La chiesa ad una sola navata, dedicata a S. Antonio presenta, oltre all’altare centrale, otto altari laterali.

Madonna dell’Arco
È comunemente detta della Madonna dell’Arco, sebbene sia dedicata alla Vergine Assunta in Cielo. Viene identificata con quella di S. Maria de Castello citata nella Ratio Decimarum, il registro delle decime che venivano riscosse per conto della Santa Sede su ogni chiesa, o S. Maria de Castro Montiscorbini, come viene denominata in un antico inventario dei beni dell’Arcidiocesi di Salerno. Le violente piogge del 1734 riportarono alla luce dal terreno un’immagine della SS.Vergine, che doveva sicuramente appartenere alla chiesa di Santa Maria de Castello. Gli abitanti di Santa Tecla, in segno di devozione, costruirono sul posto del ritrovamento l’attuale chiesa della Madonna dell’Arco. La nuova chiesa fu aperta al culto nell’ottobre del 1743.

Santa Tecla
Si compone di due navate, una delle quali culmina con l’altare principale, mentre la laterale destra, di altezza inferiore e di pari lunghezza, culminava con la sacrestia.
All’altezza dell’altare centrale, sulla sinistra della navata principale, si accede all’ex casa canonica. Dieci altari laterali si ergono ai lati, mentre sul ballatoio della zona del coro c’è un organo di legno del 1883.

San Michele
Nel 1161 la chiesa si chiamava San Michele Arcangelo. In un documento del 1309 venne denominata Sant’Angelo de Pugliano. La Chiesa fu ricostruita nella forma attuale, costituita da una navata centrale, nel 1670, quando fu distrutta l’antica costruzione. L’altare centrale è sormontato dalla statua di S.Michele Arcangelo mentre sotto la soffitta vi è una tela che raffigura il Santo, realizzata da un artista locale, Giuseppe Budetta, intorno agli anni ‘30.

San Bernardino
Le prime notizie su questo edificio risalgono al 1500. Nel 1716 la chiesa prese il nome di Parrocchia di San Bernardino. In stile barocco, è ad una sola navata, con un altare centrale e sei laterali: i tre di sinistra sono dedicati a San Bernardino, a Gesù Crocifisso, alla Madonna delle Grazie; quelli di destra, alla Vergine di Pompei, alla Madonna del Carmine e all’Addolorata. Sotto la soffitta vi è una tela del 1765, che raffigura il Paradiso, dipinta dal De Martino, allievo del Solimena. Di fianco alla chiesa vi è una cappella della Confraternita del SS. Sacramento e Rosario, chiusa e inagibile dal terremoto del 1980.

San Vito
Si trova su una piccola altura da cui domina l’abitato della frazione San Vito. Viene citata per la prima volta in un documento del XII secolo, quando Pietro, figlio del fu Leoni presbitero Codaro fece l’ultimo testamento, nella sua abitazione di Amalfi. All’interno c’è un Santo Crocifisso risalente al XII secolo.

San Bartolomeo
Un documento del 1040 indica il casale Torello con la chiesa di S. Biagio. Nel 1139, invece, viene ricordata a Torello la chiesa di San Bartolomeo, ma non si ha più nessuna notizia della chiesa di S. Biagio. È probabile che si tratti della stessa chiesa ricordata con nome diverso. Chi proviene da Montecorvino Rovella incontra l’edificio prima dell’ingresso in città. Il terremoto dell’80 ha causato alla chiesa danni molto gravi.

Sorgenti e terme
Fatte costruire da un cittadino nel 1894, Le terme Morese, erano alimentate da una sorgente detta “Acqua fetente”, da cui sgorga acqua di litio, che si trovava nei pressi della struttura edificata nel bosco San Benedetto, tra Santa Tecla e Faiano.

Bosco di San Benedetto
È una distesa verde di circa 116 ettari tra Santa Tecla e Faiano, fittamente popolato di querce e cerri.

 

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Data Inizio: 01-04-2010

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