Cosa Visitare ad Acerno
Il Mammuth di Acerno - Elephas Antiquus
Nei locali della biblioteca comunale è conservato il calco della zanna del Mammuth Primigenius datato 300-400 mila anni fa. Elephas antiquus é una specie estinta di elefante vissuta nel Pleistocene medio e superiore (all'incirca da 550.000 a 70.000 anni fa). Noto come "Elefante con le zanne dritte", si ritiene che possa essersi evoluto agli inizi del Pleistocene dalle forme asiatiche di Elephas planifrons e diffusosi poi in tutta Europa. Di questo elefante si sono rinvenute molte ossa e molti denti sparsi, ma pochi scheletri completi. Viveva in foreste o in praterie ricche di macchie di alberi decidui ma alcuni ritrovamenti indicano anche una penetrazione nelle foreste di conifere della fascia temperata.Si tratta di un animale tipico dei periodi interglaciali europei. Con i ritorni al clima freddo, Elephas antiquus si ritirò verso sud lasciando la zona centroeuropea al contemporaneo "Mammuth delle steppe" (Mammuthus trongontherii). Nel secondo periodo interglaciale, l'animale raggiunse il Mediterraneo dove diede vita a numerose sottospecie (o specie vere e proprie a seconda delle classificazioni), tra cui alcune forme nane come Elephas falconeri e subì la caccia da parte dell'uomo. Gli ultimi esemplari sono documentati in Spagna dopodichè l'animale si estinse alla fine del Würm.
L’archeologia industriale
Ferrerie e cartiere del ‘700-800. Sono proprio all’ingresso del paese, ed è in programma, da parte dell’Amministrazione Comunale, il loro recupero. Le Antiche Cartiere di Acerno, insieme con i resti delle ferriere, della miniera di lignite e al sito di ritrovamento del calco della zanna di ELEPHAS ANTIQUUS, completa il parco di Archeologia Industriale di Acerno. Acerno fu una delle prime località del Picentino dove, nel '700, si sviluppò una forma di proto-industrializzazione con la presenza di due ferriere, due cartiere, una "valchera" per la lavorazione del lino con annessa"tinteria". Nella valle di Acerno esistevano due cartiere. Ad oggi sono visibili i ruderi di una delle due, forse la più antica, costruita presumibilmente tra la fine del '600 e l'inizio del '700.
LE CHIESE
La chiesa di San Donato (Cattedrale), eretta nel 1444, più volte distrutta e ricostruita, sorge in pieno centro. Lo stile è barocco e su tutto spicca il bellissimo campanile rastrennato a più ordini, sormontato da una cuspide cosiddetta a bulbo; all’interno, gli amanti delle opere d’arte possono ammirare quattro dipinti raffiguranti gli Evangelisti, realizzati del Pallante del 1797. La Cattedrale intitolata al Santo Patrono di Acerno rappresenta il massimo monumento religioso della storia di Acerno, la quale è soprattutto storia religiosa. Secondo la tradizione, infatti, la nascita della comunità cristiana di Acerno risale proprio agli albori della Chiesa Cristiana (sec. V), parallelamente a quella di Salerno. La sua origine come sede vescovile ha dunque radici lontanissime, ma la documentazione storica ci riporta, purtroppo, solo al sec. XII, allorquando abbiamo la prima testimonianza della presenza di un vescovo in questo angolo della Campania. Cessò di essere sede vescovile nel 1818, vale a dire l'anno dell'ultimo concordato tra la S. Sede e il regno di Naopoli. All'epoca dei Borboni, infatti, ci fu una sorta di "revisione generale", per cui vennero soppresse numerose piccole diocesi del Regno. Acerno, tuttavia, subì una sorte migliore delle altre, poiché è vero che fu soppresso il vescovo, ma la diocesi rimase comunque, sotto la guida pastorale dell'Arcivescovo di Salerno, il quale in tal modo divenne anche "Amministratore perpetuo della Diocesi di Acerno".
La chiesa della Madonna delle Grazie si trova in posizione esterna rispetto al centro più antico. Segnaliamo il suo imponente altare in marmi policromi e la magnifica effigie della Madonna delle Grazie incoronata. Questo edificio fu l’unico a non subire danni nel 1980
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